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percorso della mostra – su progetto di Carla Gatto, realizzato da
Giuseppe Natella - si sviluppa a partire dal grande spazio della Chiesa
della S. Addolorata, che accoglie il visitatore con un video di grande
suggestione di Visual Arts. Le coreografie sono di Antonella Iannone.
Il video introduce il visitatore nel vivo delle tematiche affrontate dalla mostra. Bin Laden, George Bush, Saddam Hussein, Giovanni Paolo II, Tony Blair, Jacques René Chirac, Josè Rodrìguez Zapatero, Vladimir Wladimirovich Putin, Colin Luther Powell, Abu Musab Al Zarqawi, Condoleezza Rice, Hillary Rodham Clinton, Bruno Vespa, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Piero Fassino, Livia Turco, Fausto Bertinotti, Alessandra Mussolini, Stefania Prestigiacomo chiamati a raccolta da Bartolomeo Gatto, indossano eccezionalmente i costumi che Pablo Picasso disegnò per la prima del Balletto di Emanuel De Falla ed inseguono “Il cappello a tre punte”, simbolo del potere, imitando i passi del mitico ballerino Maxine. La prima si tenne il 22 luglio del 1919 al Theatre Alhambra di Londra, commissionato dall’impresario Serge Diaghilev del Ballet Russes di San Pietroburgo. Gli attori prescelti, grandi testimoni del nostro tempo, in atteggiamenti avversi si scambiano i ruoli nella più classica commedia degli equivoci. Chi è il Miller e chi è il Corregidor? Si domanda Bartolomeo Gatto. E che cosa sono capaci di combinare i nostri attori? Per conoscere la risposta bisogna seguire il percorso ballando attraverso il corpo scale, parte integrante della rassegna. I suoni e i testi accompagnano il visitatore ai piani superiori del monastero. Gli ampi corridoi compongono la parte centrale della mostra:” Gli esportatori di democrazia”. Qui l’autore urla di candore immagini e situazioni del conflitto iracheno, ignobili torture di Abu Ghraib. Le 8 stanze sono riservate agli approfondimenti. I testi, di una semplicità sconcertante, ironici e tristemente veritieri, sono allineati ai disegni e a poche fotografie che lo stesso autore sconsiglia di guardare. L’autore,
la Regione Campania, l’Amministrazione di Salerno, non credo volessero
indignarci, creare sgomento, ammirazione, ma scuotere le nostre coscienze
: “credo il dovere di ogni uomo sia quello di impegnarsi affinché
su questa terra si trovino serenità e pace” dice Bartolomeo
Gatto.
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